Un decalogo contro il bullismo

Sempre più dilagante nelle scuole e nel social network, il bullismo è considerato un fenomeno tipico dei teenagers e circoscritto all’età adolescenziale, mentre è lo specchio fedele di una società che ha smarrito il rispetto per gli altri e inneggia alla violenza, all’abuso e alle aggressioni contro i deboli e gli indifesi.

Il bullismo, secondo la Treccani, è un “comportamento spavaldo, arrogante e sfrontato; in particolare è un atteggiamento di sopraffazione sui più deboli, con riferimento a violenze fisiche e psicologiche attuate specialmente in ambienti scolastici o giovanili”.

Secondo gli ambienti in cui si verifica, può assumere aspetti diversi:

  • A scuola e nei contesti sociali più giovanili si parla di bullismo nel senso più noto.
  • Nel lavoro va sotto il nome di mobbing.
  • Nell’ambiente militare è il punto dolente, a volte brutale, del nonnismo.
  • Nel web diventa cyberbullismo, diffuso specie tra gli adolescenti.

Può manifestarsi con molteplici modalità:

  • verbale: il bullo aggredisce con ingiurie, beffe e minacce.
  • fisica: la vittima subisce violenze personali, molestie sessuali o attenzioni indesiderate.
  • psicologica: il bullo affonda la lama nell’insicurezza della sua vittima, la isola dagli amici e sparge su di lei pettegolezzi, dicerie e giudizi umilianti.
  • elettronica: tramite i social la vittima riceve una valanga di offese oppure messaggi molesti e intimidatori; le foto o i video che la ritraggono, ripresi a sua insaputa, sono messi in rete per infangarla o screditarla (cyber-bullismo). In non pochi casi, dei quali si sono occupate le cronache, questa forma di aggressione, che può avere effetti devastanti, si è conclusa con il suicidio della vittima.
Pericolo social. Secondo l’Osservatorio Nazionale Adolescenza, sono sempre di più gli adolescenti, soprattutto ragazze, che rischiano di essere bullizzati o adescati in rete da malintenzionati, nascosti dietro false identità e falsi profili social (ph. © Prudencio Alvarez/123rf.com).

È importante sapere che il bullo di solito agisce lontano dagli occhi degli adulti; perciò i genitori, gli educatori, gli insegnanti e chi lavora con i minori devono individuarlo. Ecco come comportarsi e cosa fare per affrontare con successo un fenomeno subdolo, che spesso è sottovalutato (“Non drammatizziamo, sono solo dei ragazzi, si tratta di una bravata…”) o passa inosservato perché nascosto sotto il velo della vergogna:

Prevenire e sensibilizzare
  • Aiutare il bullizzato rimproverando il bullo e prendendo le distanze dal suo modo di fare; molto meglio se il dissenso viene espresso in gruppo, contestando a voce alta il suo comportamento.
  • Coinvolgere il bullizzato, evitandone l’isolamento; è molto importante che non si senta solo e soprattutto convincerlo che non merita quel trattamento odioso.
  • Trasmettere ai propri figli la disapprovazione verso il bullismo e la solidarietà per la vittima.
  • Denunciare i casi di bullismo e insegnare a farlo ai figli e ai minori presenti nell’ambiente in cui si agisce.
  • Nel caso del cyber-bullismo bisogna fare una schermata (screenshot) delle offese e/o di foto/filmati per denunciare tutto ai gestori del social network interessato; non bisogna assolutamente rispondere pubblicamente dentro la chat in cui si è manifestato l’atto di bullismo, neppure per difendere la vittima, alla quale, invece, non vanno risparmiati appoggio psicologico e vicinanza. In tali atti difensivi bisogna chiedere aiuto a un adulto di cui la vittima si fidi; e invitare infine la stessa vittima a bloccare il bullo on line.
  • Privilegiare il dialogo familiare con i figli e farsi raccontare com’è andata la giornata; trasmettere valori di solidarietà, di tolleranza per il diverso (per nazionalità o cultura o fede religiosa) e sottolineare che tutti cercano amore, rispetto e apprezzamento da parte degli altri. Se un genitore o un adulto in genere ha difficoltà a fare tutto ciò, può ricorrere alla lettura di un libro o alla narrazione di un film che contengano quei principi e quei valori.
  • Dire ai propri figli che si è al loro fianco in qualsiasi circostanza.
  • Insegnare loro a difendere il bullizzato, perché avranno sempre il vostro appoggio e la vostra approvazione.
  • Per la lotta a bullismo e cyberbullismo ci sono le linee guida del Ministero dell’Istruzione https://www.altalex.com/documents/leggi/2017/11/10/cyberbullismo-linee-guida-ministero-istruzione; e ancora, affinchè la famiglia e la scuola ne sappiano di più si può consultare https://www.istruzionepadova.it/intedu/Bullismo/Bullismo_Manuale-Genitori.pdf; e anche https://www.tuttoscuola.com/istruzioni-per-luso-il-bullismo-e-la-scuola/
  • Pensato per le famiglie al fine di riconoscere campanelli d’allarme, in rete c’è il dizionario del bullismo, dove puoi scrivere la tua opinione e raccontarti: https://www.repubblica.it/cronaca/2018/05/30/news/bulli_dizionario-197707718/
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