Tubercolosi, non è colpa dei migranti

Anche se la tubercolosi registra in Italia una delle più basse incidenze a livello mondiale ed è sempre meno frequente, c'è ancora chi l'associa a gran voce agli immigrati e ai profughi che raggiungono le nostre coste, evocando di fatto un'emergenza sanitaria. Ma le cifre dicono un'altra cosa.

Lo straordinario e spesso incontrollato flusso migratorio degli ultimi anni dai Paesi poveri ha posto l’attenzione sulla tubercolosi polmonare nella comunità scientifica, e non solo.

Il migrante arriva portandosi spesso dietro un’infezione contratta nel suo paese, ha agenti infettanti “latenti” nei suoi polmoni e di solito si ammala da noi per le difficoltà del viaggio e per quelle legate dal vivere in condizioni igienico-sanitarie spesso precarie.

La trasmissione tende ad avvenire negli ambienti dove vivono insieme e dove c’è affollamento. A ciò si aggiunga l’aumento dei fattori di rischio a carico della popolazione autoctona. A fronte di dati epidemiologici nazionali che registrano una costante deflessione di notifiche per tubercolosi e che fanno dell’Italia attualmente un paese a bassa incidenza di tubercolosi (<10 casi/100.000), è pur vero che sale sempre più l’incidenza degli stranieri. Il sorpasso rispetto ai nati in Italia è avvenuto nel 2009, e attualmente i cittadini stranieri coprono circa il 60% dei casi complessivi.

Tuttavia i numeri possono raccontare storie diverse: il rischio di contrarre la malattia sta calando anche per questa fascia di popolazione, nonostante in termini quantitativi l’incidenza resti quasi 10 volte più alta rispetto ai nati in Italia.

Quindi la tubercolosi si diffonde sempre più o no? Siamo di fronte a un’emergenza sanitaria o no?

L’incontro formativo monotematico di AIPO Puglia, denominato La tubercolosi polmonare nell’era delle migrazioni, nell’ambito del programma “Meet the Professor 2020”, cercherà di dare una risposta a questi e ad altri quesiti che emergeranno nell’incontro con l’esperto, chiamando in causa i partecipanti ad un ampio confronto sul tema.

La tubercolosi non è la malattia tipica dei migranti, ma è fortemente associata alle condizioni in cui vivono nei paesi di destinazione. Maggiormente a rischio le persone affette da condizioni che indeboliscono il sistema immunitario (sieropositività, diabete, malnutrizione, uso di droghe).

 

 

 

 

 

 

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