Il virus a volte bizzarro del malaffare

Continuano a raffica in tutta Italia i controlli delle Fiamme Gialle per contrastare i comportamenti illegali e fraudolenti che possano pregiudicare l’efficacia delle disposizioni messe in campo dal Governo, vanificando i sacrifici che la collettività e gli imprenditori onesti sostengono, con sacrificio personale ed economico, per superare l’emergenza sanitaria.

Le coppe reggiseno vendute come mascherine

I finanzieri del Comando Provinciale Foggia, nell’ambito delle verifiche del rispetto delle prescrizioni imposte dal Governo per fronteggiare l’emergenza sanitaria, hanno controllato negli ultimi giorni 461 persone, acquisendo altrettante autodichiarazioni, e denunciandone 56 per aver violato i divieti introdotti dall’inizio di marzo. Tra i denunciati anche 7 titolari di attività commerciali.

In particolare, è stata proposta all’Autorità Prefettizia la chiusura di un circolo ricreativo, con annesso bar, dove sono stati individuati tre avventori e il titolare del circolo intenti a consumare bevande, incuranti dei divieti.

Tutti sono stati denunciati a piede libero. Nei confronti del titolare dell’esercizio commerciale, cui è stato intimato nell’immediatezza di interrompere lo svolgimento dell’attività, è stato proposto all’Autorità di Pubblica Sicurezza, la sospensione della licenza di somministrazione di alimenti e bevande.

Ulteriori controlli, finalizzati alla repressione di ogni forma di illegalità connessa a fenomeni di concorrenza sleale e di manovre speculative sui prezzi dei beni di prima necessità hanno permesso di individuare e sequestrare nel capoluogo foggiano, in più punti vendita, quasi 3.000 flaconi, di varie dimensioni, di igienizzante per le mani.

I prodotti detergenti, venduti a prezzi sproporzionati, risultati privi di qualsiasi forma di tracciabilità e/o certificazione sulla loro origine o, in altri casi, riportanti proprietà disinfettanti non reali, privi di qualsiasi indicazione sull’etichetta della prescritta autorizzazione alla commercializzazione del presidio medico, che viene registrata presso il Ministero della Salute.

Infine, sono state sequestrate poco più di 6.000 mascherine monouso, nei confronti, rispettivamente, di un grossista di detersivi e di una merceria di Foggia nonché di un farmacista di Ortanova, poiché prive dei requisiti di sicurezza previsti dalle normative per la vendita al dettaglio.

In un caso le mascherine messe in vendita erano costituite da un filtro simile a quello utilizzato per le cappe dei piani cottura, avvolto e cucito in un tessuto di cotone; in un altro caso erano state utilizzate delle coppe anatomiche per reggiseno munite di elastico.

I titolari delle attività commerciali rischiano sanzioni fino a 25.000 euro.

Idee curiose e bizzarre, per fare soldi. A Foggia adattate con elastici e vendute come mascherine protettive le coppe dei reggiseni.
Corruzione a Torino

La Guardia di Finanza di Torino ha arrestato in flagranza, per corruzione, un dipendente del Comune di Nichelino, Comune della cintura torinese, e un dipendente di una ditta di pulizia con sede nel torinese, che avevano una trattativa in corso per sfruttare l’emergenza Coronavirus.

Sequestrati 8 mila euro di mazzette per l’aggiudicazione di contratti per servizi di pulizia.

Tra i servizi oggetto delle “trattative”, tra l’altro, anche l’affidamento dell’attività di sanificazione e disinfezione di immobili del Comune di Nichelino in relazione all’attuale emergenza sanitaria.

L’operazione che ha portato ai due arresti scaturisce dalle indagini nei confronti del dipendente del Comune di Nichelino, nella sua veste di Presidente della Commissione della “gara regionale centralizzata per l’affidamento dei servizi di pulizia di immobili e servizi accessori a ridotto impatto ambientale per Regione Piemonte”, per presunte irregolarità mirate ad agevolare un’impresa di pulizie pugliese, presso la quale, peraltro, aveva già lavorato suo figlio, a tempo determinato.

Il pubblico dipendente arrestato ha anche gestito, come Responsabile Unico del Procedimento, l’affidamento temporaneo dei servizi di pulizia al Comune di Nichelino, che risulta essere stato affidato proprio all’azienda pugliese, in attesa dell’aggiudicazione definitiva del suddetto appalto regionale il quale, tra i vari lotti, prevede anche il servizio di pulizie allo stesso Comune. In tale contesto, si inserisce la dipendente dell’azienda di pulizie della provincia torinese la quale, nel ruolo di mediatrice, su indicazione del suo titolare, amico del titolare dell’azienda pugliese, ha effettuato la consegna del denaro poi sottoposto a sequestro.

Il titolare dell’azienda piemontese si è prestato ad anticipare il denaro, vista l’impossibilità dell’impresa pugliese di inviare a Torino un proprio “emissario” proprio a causa delle limitazioni alla circolazione delle persone imposte dall’emergenza Coronavirus.

Litri di spray disinfettante senza autorizzazione ministeriale

Il Comando Provinciale di Napoli, nell’ambito dei servizi di controllo del territorio per l’emergenza Covid-19, ha sequestrato, all’interno di una profumeria di Arzano (Napoli), 773 confezioni di igienizzante spray per mani, poste in vendita senza l’indicazione delle previste autorizzazioni ministeriali.

Dall’analisi della  documentazione contabile, gli specialisti del Gruppo Tutela Mercato Beni e Servizi del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria hanno ricostruito l’intera rete di vendita individuando una fabbrica di Frattamaggiore (Napoli) che, approfittando dell’attuale emergenza epidemiologica, avrebbe convertito l’originaria attività di produzione di saponi e detersivi in quella di disinfettanti.

Le perquisizioni presso l’azienda hanno portato al sequestro di ulteriori 1.500 litri di composto liquido destinato al confezionamento di circa 20.000 flaconi di igienizzante, nonché migliaia di etichette con diciture ingannevoli.

Le titolari del negozio di Arzano e della fabbrica di Frattamaggiore sono state denunciate all’Autorità Giudiziaria per il reato di frode nell’esercizio del commercio: rischiano fino a 2 anni di reclusione o la multa fino a 2.065 euro.

Sulla base delle disposizioni fornite dal Ministero della Salute, infatti, i prodotti che pubblicizzano in etichetta un’azione di disinfezione possono essere immessi in commercio solo a seguito di una specifica autorizzazione da parte dello stesso Dicastero o dell’Unione Europea.

La presenza di un numero di autorizzazione/registrazione assicura infatti che tali prodotti siano stati sottoposti a una preventiva valutazione che ne garantisca la sicurezza e l’efficacia nelle condizioni di uso indicate e autorizzate.

Alcool di contrabbando

A San Severo (Foggia) la Guardia di Finanza ha scoperto due stabilimenti abusivi – destinati alla decolorazione, distillazione, imbottigliamento ed etichettatura di alcool puro ad uso alimentare – nei quali sono stati sequestrati 33 mila litri di alcool puro, di cui 281 già imbottigliati e pronti per essere messi in commercio.

Nel corso di un controllo sulle rotabili in agro di San Severo, i finanzieri della Compagnia di Manfredonia hanno fermato e ispezionato un autocarro, con targa polacca, il cui conducente esibiva documenti di trasporto relativi ad un carico di liquido antigelo. Da un rapido riscontro visivo del prodotto e un successivo approfondimento sulle banche dati in uso alla Guardia di finanza, è emerso che i documenti di trasporto erano falsi, poiché riportavano dati di società di fatto inesistenti.

Raccolti i primi indizi, i finanzieri hanno proseguito il controllo presso i luoghi di destinazione del materiale trasportato, più precisamente, in alcuni locali ubicati all’interno di un autoparco, dove è stato individuato un opificio abusivo per la decolorazione e distillazione dell’alcool puro e per il suo successivo imballaggio in alcune cisterne da 1.000 litri ciascuna.

Il controllo è stato poi esteso ad un secondo opificio abusivo, poco distante dal primo, dove le cisterne contenenti alcool venivano stoccate per il successivo imbottigliamento dell’alcool in bottiglie da un litro. In questo secondo opificio i militari hanno ritrovato anche 600 fascette dei Monopoli di Stato verosimilmente contraffatte e 400 etichette commerciali (anche queste verosimilmente contraffatte) da applicare sulle bottiglie prima della loro immissione in commercio.

Il conducente dell’autocarro, il titolare della merce trasportata e il responsabile dei due opifici abusivi sono stati denunciati a piede libero.

Il guadagno che l’organizzazione criminale locale avrebbe potuto trarre dall’operazione sarebbe stato non inferiore a 280 mila euro.

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