Coronavirus: le buone regole da rispettare

Si tratta di un virus finora mai rilevato nell’uomo, che appartiene a un ampio gruppo dello stesso nome, responsabile di vari problemi dell’apparato respiratorio. Quello che si deve sapere della malattia e i consigli dei medici per evitare i rischi di contagio e vivere in sicurezza.

Il 31 dicembre dell’anno scorso, le autorità sanitarie municipali di Wuhan, nella provincia cinese di Hubei, hanno segnalato all’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) alcuni casi di polmonite ad eziologia ignota. La maggior parte dei casi aveva un legame epidemiologico con il mercato di Huanan Seafood, nel sud della Cina, un mercato all’ingrosso di frutti di mare e animali vivi, domestici, legali e di contrabbando (tra cui tassi, zibetti e serpenti), incastonato nel centro della città.

La trasmissione del virus avviene tramite contatto diretto con persona infettata, cioè a causa delle cosiddette “goccioline di Flügge”, vale a dire la saliva “polverizzata” che c’è quando si tossisce o si starnutisce. I sintomi più comuni sono febbre, tosse secca, mal di gola, difficoltà respiratorie. Le informazioni attualmente disponibili suggeriscono che il virus possa causare sia una forma lieve, simil-influenzale, che una forma più grave di malattia

Le vittime accertate della polmonite di Wuhan, ad oggi, sono 259, quasi diecimila i contagi, oltre 50 milioni le persone poste in quarantena. Ma è il panico di una nuova pandemia che rischia di collassare la sicurezza, le economie e il sistema sanitario di mezzo mondo, mentre l’uomo della strada riscopre la paura di un futuro che mai come oggi ora appare sempre più fragile e incerto.

Sintomi

Sono vari: dal banale raffreddore o leggera influenza a malattie gravi come la polmonite e la sindrome respiratoria acuta grave (SARS) e la sindrome respiratoria mediorientale (MERS), fino a insufficienza della funzione dei reni e la morte. Una forma che all’inizio appare leggera può evolvere in quelle più gravi.

Evoluzione

Le persone con co-morbilità, cioè che hanno già malattie respiratorie o cardiache (ad esempio le broncopatie, l’ipertensione) o metaboliche (come i problemi al fegato o il diabete) oppure più semplicemente gli anziani, sono più sensibili agli aspetti più gravi dell’infezione da coronavirus.

Trattamento

Dopo l’accertamento della presenza del virus, con esami di laboratorio specifici, il ricovero in ospedale consente la terapia di supporto necessaria per contrastare i sintomi. Non esiste ancora il relativo vaccino, che è in avanzata fase di realizzazione (lo si sta testando prima su animali, come prevedono i protocolli scientifici) e sarà pronto tra pochi mesi.

Le domande più comuni

Questi tipi di virus provengono da animali?

Ricerche approfondite hanno scoperto che, in Cina, nel 2002, il virus SARS-CoV è stato trasmesso dagli zibetti agli uomini e, in Arabia Saudita nel 2012, il virus MERS-CoV dai dromedari agli uomini. La scienza medica è convinta che vari coronavirus conosciuti circolano in animali che non hanno ancora infettato l’uomo.

Posso infettarmi da un’altra persona?

Sì, in genere dopo un contatto stretto con un malato.

Posso infettarmi usando oggetti o indossando indumenti cinesi?

Assolutamente no! Non c’è alcun rischio collegato alla ristorazione cinese o ad abiti cinesi o di provenienza cinese.

Cosa posso fare sia per proteggermi sia per non trasmettere?

Ecco cosa fare:

  • mantenere l’igiene delle mani (lavarle spesso con acqua e sapone o con soluzioni alcoliche);
  • preservare l’igiene delle vie respiratorie (starnutire o tossire in un fazzoletto o con il gomito flesso, gettare i fazzoletti utilizzati in un cestino chiuso immediatamente dopo l’uso e lavare le mani);
  • adottare pratiche alimentari sicure (evitare carne cruda o poco cotta, frutta o verdura non lavate e le bevande non imbottigliate);
  • evitare il contatto ravvicinato, quando possibile, con chiunque mostri sintomi di malattie respiratorie come tosse e starnuti.

Cosa fare se sono appena tornato da un’area a rischio?

Se nelle due settimane successive al ritorno da aree a rischio si dovessero presentare sintomi respiratori (febbre, tosse secca, mal di gola, difficoltà respiratorie) a scopo precauzionale:

  • contattare il numero telefonico gratuito del Ministero della Salute 1500;
  • indossare una maschera chirurgica se si è in contatto con altre persone;
  • utilizzare fazzoletti usa e getta e lavarsi le mani regolarmente.

Quali sono i rischi di propagazione in Europa?

La valutazione del rischio da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) è considerata molto alta in Cina, alta a livello regionale e globale.

Che fare se sono stato in un ospedale dove è stata ricoverata una persona affetta da coronavirus?

Si pensa all’eventualità di trasmissione solo in caso di contatto stretto e prolungato col malato. Bisogna però sapere che i soggetti infettati sono ricoverati in ambienti separati dagli altri degenti. Fino a oggi non è stata segnalata alcuna infezione da nuovo coronavirus contratta in ospedale o altra struttura sanitaria.

In Italia sono state prese delle misure per tenere sotto controllo il problema?

Nel nostro Paese, è attiva una rete di sorveglianza delle gravi infezioni respiratorie acute. Costante è il monitoraggio del Ministero della Salute, che è in continuo contatto con l’OMS e il Centro europeo per il controllo delle malattie (ECDC), e pubblica tempestivamente ogni nuovo aggiornamento sul suo Portale. Nel frattempo, il Governo italiano ha decretato lo stato di emergenza sanitaria per sei mesi e ha sospeso con un decreto d’urgenza tutti i voli da e per la Cina. Da parte sua, il Ministero della Pubblica Istruzione ha diramato una circolare per la gestione degli studenti e dei docenti di ritorno o in partenza verso aree della Cina interessate dal virus della polmonite.

Cosa si sta facendo in Puglia?

Sono stati allertati tutti i medici di famiglia e i pediatri di libera scelta, e la Regione ha approntato un “Protocollo operativo per la gestione dei casi sospetti”. Tali casi sono avviati al Reparto di Malattie Infettive del Policlinico di Bari, per gli accertamenti (inviati poi all’Istituto Superiore di Sanità) , come è già successo (finora con esito negativo, per fortuna). Inoltre in ogni Azienda Sanitaria Locale (ASL) è stata destinata un’ambulanza per il trasporto dei casi sospetti ed è stato individuato un ambulatorio per l’isolamento dei medesimi casi in attesa del trasferimento.

 

Fonti sono i portali del Ministero della Salute e dell’Assessorato alla Sanità della Regione Puglia:

http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioContenutiNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&id=5337&area=nuovoCoronavirus&menu=vuoto

http://www.regione.puglia.it/documents/10192/4782589/N52_16_04_14.pdf/090fe51c-5def-4985-8d91-b6c4f44406fd%3Bjsessionid=21FEDCA04F2F9FE31EA5007489079FAD?version=1.0

Rodolfo Fracasso

Medico-Chirurgo, Specialista in Ematologia, giornalista
rodolfo.fracasso@salentohealth.it

error: Content is protected !!