La retinopatia diabetica

È una complicanza del diabete mellito che colpisce gli occhi e può causare nei casi più gravi la perdita della vista. Per prevenire questo rischio, è buona norma che i pazienti diabetici si sottopongano a periodici e scrupolosi controlli oculistici.

Il diabete è una patologia sistemica complessa e necessita di una stretta collaborazione tra specialisti di varie branche mediche: diabetologo, cardiologo, nefrologo, neurologo, oculista devono collaborare per ottenere risultati ottimali nell’interesse primario del paziente.

Tra le complicanze oculari la retinopatia diabetica ricopre un ruolo molto importante: è la principale causa di cecità legale tra i 20 e i 65 anni ed è correlata in maniera diretta alla durata della malattia e alla qualità del controllo metabolico. Il 30% dei diabetici è affetta da questa malattia “silenziosa” e l’8% presenta forme che compromettono la capacità visiva.

È una complicanza della microangiopatia diabetica dovuta all’iperglicemia che provoca gravi alterazioni biochimiche e morfologiche alla struttura vascolare retinica con danno dell’endotelio vascolare, aumento dell’adesività piastrinica e soprattutto aumentata produzione del fattore di crescita endoteliale (VEGF) che determinano la compromissione dei capillari retinici con conseguente ischemia retinica che stimola la risposta neovascolare del VEGF.

Visita oculistica

La diagnosi di retinopatia diabetica viene posta sulla base dell’esame del fondo oculare che si effettua durante una visita oculistica. Se dall’esame del fondo oculare emergono dei segni iniziali di retinopatia diabetica si programma la fluorangiografia (fotografia del fondo oculare dopo aver iniettato un colorante per via endovenosa) fondamentale per determinare le indicazioni al trattamento laser e/o per valutarne l’efficacia e che si associa sempre all’OCT (tomografia a coerenza ottica) e all’Angio-OCT, metodiche non invasive di ultima generazione che consentono di quantificare l’edema maculare diabetico, valutare l’estensione delle aree di ipoperfusione retinica ed evidenziare i vasi retinici senza iniettare coloranti per via endovenosa.

Monitoraggio glicemico. La Puglia è una delle regioni italiane con il più alto numero di diabetici e obesi, insieme a Campania, Calabria e Molise. Il numero dei diabetici diagnosticati in provincia di Lecce si aggira intorno ai 72.000 e solo due terzi dei casi sono diagnosticati. Numeri importanti che, rapportati ai 3 milioni e mezzo di italiani con questa malattia cronica, delineano una vera e propria emergenza sanitaria, economica e sociale.
Due forme subdole e pericolose

Esistono diverse forme di retinopatia diabetica: retinopatia diabetica non proliferante (RDNP) e retinopatia diabetica proliferante (RDP), forma più avanzata e causa frequente di riduzione della vista.

Nella retinopatia diabetica non proliferante i reperti caratteristici all’esame del fondo oculare sono i microaneurismi (dilatazioni localizzate dei capillari), emorragie retiniche, essudati, noduli cotonosi, vene a “corona di rosario”, edema retinico (causa principale della riduzione della vista) secondario alla raccolta di fluido intraretinico proveniente dai microaneurismi o dai capillari dilatati.

I sintomi possono essere scarsi e questo induce spesso il paziente a non sottoporsi ai periodici controlli determinando l’evoluzione verso forme più avanzate e gravi.

La retinopatia diabetica proliferante invece è la causa più frequente della perdita della vista nei pazienti diabetici ed è caratterizzata da neo-vascolarizzazione e lesioni fibrovascolari, indotte dal fattore di crescita dell’endotelio vascolare, che determinano frequentemente emorragie retiniche e vitreali con evoluzione verso il distacco di retina trazionale. In questa forma la sintomatologia può essere caratterizzata da visione di “mosche volanti” (miodesopsie) e in caso di emorragie vitreali da una grave compromissione della vista.

È dunque necessario che i pazienti diabetici si sottopongano a periodici e scrupolosi controlli oculistici perché l’identificazione di una retinopatia diabetica non proliferante avanzata è importante in quanto sappiamo che essa evolve, se non trattata, in retinopatia diabetica proliferante nel 40% dei casi entro 12 mesi.

Come intervenire

Il trattamento della retinopatia diabetica consiste prima di tutto nel miglior controllo del metabolismo del paziente: l’ipertensione arteriosa, l’iperlipidemia (aumento del colesterolo e/o dei grassi nel sangue), l’anemia, la nefropatia, la gravidanza sono infatti fattori che influenzano negativamente l’evoluzione della malattia. Da evitare ampie oscillazioni sia verso valori elevati che verso le ipoglicemie.

Trattamento laser e iniezioni intravitreali con antiVEGF o con inserti di steroidi a lento rilascio rappresentano le armi terapeutiche di cui disponiamo e che ci aiutano a cambiare positivamente l’evoluzione di questa grave complicanza del diabete. Quando questi trattamenti si rivelano inefficaci, o in altri casi particolari, si ricorre all’intervento chirurgico (vitrectomia).

Retina normale.
Grave retinopatia diabetica proliferante con vasta emorragia retinica prima e dopo trattamento combinato con fotocoagulazione Argon Laser e terapia intravitreale con antiVEGF.

 

Antonio Basurto

Oftalmologo, Dirigente Medico U.O. Oculistica Azienda Ospedaliera "Card. G. Panico" Tricase
antoniobasurto@virgilio.it

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