Il rischio clinico tra scienza, diritto e comunicazione

Nelle dinamiche complesse e a volte critiche che riguardano la salute umana, un'adeguata gestione del rischio clinico è un interesse primario del sistema sanitario, perché aumenta la sicurezza dei medici e tutela la salute dei pazienti, limitando gli eventi indesiderati.

Si è aperta questa mattina a Lecce, presso l’Hotel Leone di Messapia, la due giorni del Congresso su Responsabilità sanitaria, scienza, diritto, comunicazione che vede confrontarsi medici e avvocati sui temi attualissimi del contenzioso in Sanità, sicurezza del paziente, risk management e responsabilità professionale.

Responsabile scientifico: dott. Michele Accogli.

Segreteria scientifica: Commissioni ECM – Tutela Legale – Cultura – Comunicazione dell’Ordine dei Medici (Silvio Colonna, Luana Gualtieri, Cosimo Metrangolo, Domenico Rocco, Fernando Tarantino, Assunta Tomesello, Alberto Tortorella ).

Negli ultimi anni il settore sanitario ha generato un incremento di costi a carico del sistema economico pubblico.

Se da una parte ciò è giustificato dall’avvento delle tecnologie e dall’invecchiamento della popolazione, non possiamo negare che la prima voce di costo è rappresentata dalle somme corrisposte a titolo di risarcimento del danno con un numero crescente di azioni legali e segnalazioni da parte di pazienti insoddisfatti del singolo professionista o della struttura sanitaria in genere.

A questa si deve poi aggiungere l’incremento di spesa pubblica dovuto all’adozione di strategie di medicina difensiva volte a diminuire il rischio di richiesta di risarcimento.

La valutazione del contenzioso potrebbe essere il migliore strumento per un’organizzazione sanitaria, per dare evidenza a malpractice operate e adottare idonee strategie organizzative in ottica di Risk Management a tutela di ogni singolo professionista sanitario.

Secondo un recente report dell’Associazione chirurghi ospedalieri italiani, sono oltre 35.000 le azioni legali che si intentano ogni anno in Italia contro medici e strutture sanitarie, con una spesa stimata di 12 miliardi di euro l’anno per la sola medicina difensiva. L’area a maggior rischio di contenzioso medico-legale è la chirurgia.

Dal punto di vista operativo, grande importanza merita la stesura della documentazione sanitaria sia con l’obiettivo di effettuare un sistema di reporting e audit rispetto agli eventi dannosi, che al fine di valutarne l’utilizzo nell’accertamento della verità in un eventuale contenzioso.

L’attività medica del professionista sanitario è sempre più inserita all’interno di un processo diagnostico, clinico assistenziale svolto da team multidisciplinari, le cui variabili di risultato derivano dal contesto tecnologico, personale, logistico e strutturale. Ecco perché la tutela del singolo può passare dalla giusta reportistica e stesura dei documenti sanitari che evidenzino, per ogni passaggio, i responsabili delle attività sanitarie.

Un altro fattore che può orientare verso la riduzione della richiesta di risarcimento danni e dei contenziosi è sicuramente la comunicazione tra operatore sanitario e paziente. Numerosi contenziosi nascono da una errata o a volte incompleta comunicazione in merito a rischi e benefici dell’atto medico che il paziente dovrà subire. Ciò comporta delle aspettative in termini di risultato, qualità della vita e di risoluzioni della problematica, che non possono poi essere soddisfatte dal medico. Da qui la ricerca di ottenere un risarcimento per quello che si ritiene un danno subìto.

Anche la comunicazione relativa all’evento avverso è molto importante e deve essere gestita in maniera trasparente e partecipativa.

Il dott. Michele Accogli durante il suo intervento al convegno di Lecce su “Responsabilità sanitaria, scienza, diritti, comunicazione”.

 

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